Rassegna stampa

L'Arena

CAMERA DI COMMERCIO. Dai dati 2013, presentati in occasione della Giornata dell'Economia, deboli segnali di ripresa. L'export del sistema Verona sale dello 0,7% a 9,37 miliardi

martedì 6 maggio 2014

La provincia scaligera si conferma al terzo posto in Veneto all'undicesimo in Italia. Oltre il 73% delle merci sono dirette in Europa, Germania in primis.

L'export traina la miniripresa economica di Verona e delle sue imprese. Il neopresidente della Camera di Commercio Giuseppe Riello, ieri in occasione della Giornata dell'economia al Polo Zanotto dell'Università, ha definito l'attuale situazione «delicata», ma in parte controbilanciata dai segnali positivi registrati nei primi mesi dell'anno. «È presto per parlare di ripresa, ma nel 2014 si è rilevata un'inversione di tendenza, che ci lascia ben sperare», è stato il commento di Riello. «L'export Italia è cresciuto del +0,2% in gennaio e del +3% in febbraio rispetto al 2013, l'indice di fiducia dei consumatori è in aumento e le previsioni 2014 sul Pil variano tra il +0,6% del Fmi al +0,8% del governo».
I dati 2013 del sistema Verona, riportati nel Rapporto 2014 del Servizio Studi e ricerca della Camera di Commercio, dipingono un quadro complesso. Le imprese registrate sono 96.842, in calo dell'1,4% rispetto all'anno scorso, così ! come risulta negativo il loro tasso di sviluppo (-0,6%). Le aziende in rosa sono 21.041, cioé il 21,7% del totale delle imprese registrate, mentre quelle gestite da under 35 sono 9.206 (il 9,5%), con un tasso di sviluppo positivo (+9,3%). «Solo nel 2013 sono nate 1.831 imprese giovanili e ciò dimostra come i ragazzi abbiano capito l'importanza di mettersi in gioco», ha spiegato il presidente della Camera di Commercio. «Più elevato rispetto alla media nazionale il dato sulle imprese gestite da stranieri, che a Verona ammontano a 9.460, cioé il 9,8% del totale».
Nella provincia scaligera, inoltre, sono attivi 40 contratti di rete, che coinvolgono 169 imprese: di queste, il 36,1% opera nel commercio, il 29,6% nell'industria e nell'artigianato, il 19,5% nei servizi, il 12,4% in agricoltura e il 2,4% nel turismo. Meritano un'attenzione speciale le start up innovative: al 31 dicembre 2013 ne risultano iscritte 26 (21 attive nei servizi, 4 nell'industria-artigianato e! una nel commercio) su 1.467 start up italiane.
Positivi ! i dati sull'export. «Nel 2013 la provincia di Verona, con un valore complessivo delle esportazioni di 9,37 miliardi, si conferma al terzo posto a livello regionale e all'undicesimo a livello nazionale», ha spiegato Riello. «Il 2013 si è chiuso con un aumento del valore dell'export dello 0,7%, a conferma della forte vocazione all'internazionalizzazione del tessuto economico veronese». In quali Paesi? Il 73,7% delle merci veronesi finisce sui mercati europei più vicini, il 9,7% verso il continente americano, l'11,8% verso l'Asia, l'Africa pesa per un 3,9%, mentre l'Oceania è allo 0,9%.
L'export è in crescita quasi ovunque, ad eccezione che in Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi. La Germania si conferma il primo Paese acquirente con una quota export del 16,3% (1,5 miliardi di euro), al secondo posto si piazza la Francia con 788,6 milioni ma in calo del 6,7%, seguita da Regno Unito (+4,7%) e Spagna (-3,1%).
«La polisettorialità del sistema produttivo ! consente all'export scaligero di mantenere la leadership in più comparti», ha detto Riello. «Basti pensare ai macchinari, agli alimenti, alle bevande, alla moda, ai prodotti chimici, farmaceutici e della siderurgia, oltre che al marmo e alle calzature: nel 2013 per molte di queste produzioni si registra una crescita significativa delle esportazioni».
Ciò non vale, invece, per l'import. La contrazione dei consumi interni ha fatto scivolare in basso le importazioni, pari a 10,63 miliardi nel 2013 (-2-2%), a causa anche delle difficoltà di alcuni settori come l'automotive, la metallurgia e i prodotti farmaceutici. Un'altra nota dolente riguarda il lavoro. «Il tasso di disoccupazione nel 2013 è del 5,9%, rispetto al 4,4% del 2012, che sale all'8,8% per le donne e al 14,5% per i giovani», ha aggiunto Riello. «In cinque anni, dall'inizio della crisi, si sono persi molti posti di lavoro, ma Verona risulta privilegiata rispetto al dato regionale del 7,6% e nazionale ! del 12,2%». Manuela Trevisani