Rassegna stampa

L'Arena

Tavola rotonda dell'AIV a Villafranca

domenica 28 giugno 2015

Gli strumenti finanziari di Cdp e Veneto Sviluppo

Da una parte le opportunità finanziarie offerte da Cdp, Cassa depositi e prestiti e Veneto Sviluppo, finanziaria della Regione. Dall'altra le difficoltà delle pmi ad attingervi. È lo scenario emerso a Villafranca, alla tavola rotonda «Finanza d'impresa: le opportunità per le pmi», a margine dell'assemblea dell'Aiv Associazione imprenditori villafranchesi, moderata da Mario Puliero direttore di Telearena.Quali sono gli strumenti finanziari che Cdp e Veneto Sviluppo offrono per uscire dalla crisi e intercettare lo sviluppo? Luca Silla, Area relationship management,di Cdp ha aperto sull'attenzione di Eurostat su Cdp, che sta entrando nel fondo salva imprese del governo (potrebbe diventare strumento di politica industriale di Palazzo Chigi, perdendo lo status di istituzione finanziaria esterna e il suo deficit impatterebbe sul bilancio statale, per un centinaio di miliardi di rosso). «Non concediamo aiuti di Stato», ha precisato Silla, «dal 2009 arricchiamo la provvista del sistema bancario, ruolo essenziale nel periodo di crisi di liquidità degli anni scorsi».Attualmente Cdp mette a disposizione 3 plafond da 15,5 miliardi a supporto delle imprese, dei beni strumentali e dei mutui per l'acquisto delle prime case, in una logica di social housing, che può supportare politiche di benefit aziendali, oltre al settore edilizia.Al 31 dicembre, 13.340 pmi venete avevano beneficiato di finanziamenti bancari su provvista Cdp, per oltre 2,2 miliardi di euro (15,5% del totale nazionale) e importo medio di 165mila euro. A Verona sono arrivati 341milioni.Enzo Pietropaoli (Friulia Veneto Sviluppo sgr) ha illustrato le caratteristiche dello strumento, appena approntato, con dotazione di 50milioni, per supportare progetti di aziende piccole e medie, entrando nel capitale per un massimo di 5 anni, con investimenti da 2 a 7 milioni.«Gli strumenti ci sono. Cdp però ci indirizza alle banche, che guardano ai rating, non ai bu! siness plan. Quindi le aziende restano spesso a secco», osserva Massimo Fabbri, delegato per il Villafranchese di Confindustria Verona. «Non interveniamo sui criteri adottati dalle banche per facilitare l'accesso ai plafond», evidenzia Daniele Chiavari, area Nordest di Cdp, «Sappiamo che le imprese li hanno esauriti e che i beneficiari sono stati nell'ordine industria, commercio e costruzioni». Gaetano Zoccatelli, presidente Aiv, che in assemblea ha aperto l'accesso alle convenzioni su energia, connettività, finanza, anche alle imprese non iscritte, raccomanda: «Divulgate le opportunità che offrite, gli imprenditori non sempre le conoscono». E ai colleghi: «Rivolgetevi alle vostre associazioni strutturate per dialogare con banche e istituzioni finanziarie».Va.Za.