Rassegna stampa

L'Arena

VILLAFRANCA. Inchiesta tra nuovi imprenditori che nel pieno della contrazione finanziaria creano nuove realtà

martedì 8 maggio 2012

Parte la sfida contro la crisi. I giovani aprono aziende.
Cristina e Lisa nel settore grafico. Miglioranza titolare di un bar. Poi ricerca di energia economica, ma quanta fatica per farsi pagare.


Cristina Benedetti e Lisa Rossi hanno 36 e 28 anni. Entrambe grafiche pubblicitarie, l’anno scorso hanno aperto un’agenzia di stampa e arti grafiche. La loro sede in zona industriale profuma di nuovo e il tocco femminile si vede ovunque, nelle piantine grasse sugli scaffali e nei colori di pareti e arredi, tra plotter e macchinari appena acquistati, foto di famiglia e disegni di bimbi. Le due giovani donne sono un esempio di cosa significhi aprire un’attività in tempo di crisi, quando stretta creditizia e mancanza di liquidità sono diventati argomenti di uso comune e le difficoltà imprenditoriali si esprimono anche con gesti estremi. Ma nei foschi meandri della crisi economica c’è spazio anche per storie belle, raccontate da giovani volti. Fiori nati sull’asfalto, a Villafranca, con tanti ostacoli: burocrazia intricata per ottenere finanziamenti per giovani o donne; necessità di avere genitori alle spalle, come garanzia; paura davanti al s!
alto nel buio. Il segreto? Saper fare bene qualcosa di innovativo. «Ho lavorato per anni in una casa editrice», spiega Benedetti, «poi ho avuto due figli. Ho continuato come freelance, ma avevo bisogno di uno stimolo in più, economico e professionale. Io e Lisa abbiamo pensato di unire forze e conoscenze, ed eccoci qua». Da un anno, tra progettazioni grafiche, stampe su plotter, manifesti e magliette non hanno avuto un giorno di tregua. «Dobbiamo fare ancora il primo bilancio, ma di certo ora le entrate servono ad ammortizzare spese, affitto e mutuo». Hanno infatti cercato finanziamenti per l’acquisto dei macchinari, tentando la carta dei rimborsi della Camera di commercio sulle innovazioni tecnologiche e affiliandosi agli artigiani. I clienti sono arrivati per conoscenze e passaparola e il lavoro non manca. «Il problema semmai», spiegano, «è riscuotere i pagamenti». «Lavoriamo con piccole commesse, le aziende riducono il numero di copie perché non possono spendere tanto. Allora cerchiamo di offrire un ventaglio di servizi, puntando sull’originalità : proposte alternative a prezzi contenuti». Un’avventura che senza la famiglia non sarebbe stata possibile: «Ci hanno sostenuto tutti: genitori, marito, fidanzato, fratelli. Ma è importante avere qualcuno alle spalle soprattutto come garante finanziario». E quando l’umore va giù? «Capita spesso, soprattutto quando arrivano i conti delle spese fisse. Ci sostiene il fatto di avere sempre lavoro e ci spalleggiamo a vicenda. I ripensamenti sono all’ordine del giorno, ma la soddisfazione è tanta. E’ stato un anno di assestamento. Se dovesse andare male taglieremo, risparmieremo, ma andremo avanti. E’ una sfida». Fondamentale l’appoggio dei genitori anche per Federico Miglioranza, 21 anni, che ha aperto un bar in centro a Villafranca. La banca gli ha concesso un mutuo solo grazie alla garanzia della famiglia. «La cifra è servita per ristrutturare il locale e acquistare i mobili», spiega, «sono contentodel passo che ho fatto, ma spero arrivino i clienti, è un momento davvero duro». Ha seguito una passione, Federico. «Ero meccanico, ma dopo il diploma non riuscivo a trovare lavoro. Ho assecondato l’idea di avere un locale, perchè mi piace stare a contatto con la gente». Il campo dell’innovazione e delle nuove tecnologie è una buona strada per chi ha esperienza in materia. E’ con questa che Nicola Bazzoni, villafranchese di 33 anni, si è cimentato nella produzione e commercializzazione di illuminazione a led. L’idea è diventata realtà con altri due soci bresciani, Gianfranco Casazza e Diego Comellini, in un laboratorio a Brescia e tre punti vendita: a Villafranca, a Ostiglia e nel bresciano. «Operavamo nel settore dell’audio, dove abbiamo conosciuto la tecnologia led», racconta Bazzoni, «lo scorso anno abbiamo aperto questo nuovo ramo, lavorando soprattutto con le aziende. L’illuminazione a led permette altissimi risparmi sui consumi luminosi». All’inizio non è stato facile, perchè la tecnologia era poco conosciuta, oltreché costosa. Oggi Bazzoni e soci lavorano con multinazionali ed enti pubblici in tutta Italia, illuminando sedi stradali e caserme. Una sola difficolt : «Riscuotere i pagamenti, anche di cifre irrisorie». Per il resto, hanno seguito passaggi graduali, «facendo il passo un po’ più corto della gamba e autofinanziandoci quando era il momento». Niente mutui, insomma e ora la politica è aprire nuovi punti vendita. Il segreto? «Il settore scelto. Ora l’imprenditore cerca di tagliare i costi. I nostri preventivi sono sostanziosi, ma ammortizzabili in 36 mesi». E insegnano alle aziende ad adottare misure più efficienti per ridurre i costi energetici anche Stefano Brunetto, 32 anni di Villafranca, Riccardo Caliari, 32 di Mozzecane, e Massimo Bronzato 31 di Bovolone. Hanno messo insieme le loro competenze maturate nel campo dell’economia e dell’ingegneria nel 2009. «Forniamo consulenza energetica alle aziende e suggeriamo interventi, che possiamo anche finanziare. Seguiamo, inoltre, i mercati ambientali finanziari». Il problema per aprire?«Trovare i soldi». L’arma vincente? «L’idea di business costruita in un ambito innovativo e pianificata, senza investimenti azzardati. Siamo cresciuti pian piano». E oggi contano un dipendente, uno stagista e diversi collaboratori, per clienti in tutta Italia e con il progetto di aprire una nuova sede. «Il nostro è un ambito di cui nessuno si occupava, spesso l’azienda non capisce cosa proponiamo. Ma illustriamo come risparmiare e come smussare le spese fisse, in tempi in cui non c’è liquidità ». Il futuro? «Lo vediamo roseo. Stiamo facendo investimenti e crescendo. Le opportunità ci sono e il mercato anche. C’è solo una criticità : siamo giovani e questo spesso fa insorgere diffidenza».